Fusione Fredda

Fusione fredda (in inglese cold fusion) e’ la definizione usata per indicare reazioni nucleari prodotte a temperature e pressioni molto ridotte rispetto a quelle che si utilizzano per creare la fusione nucleare calda. Secondo i suoi sostenitori, la peculiarita’ della fusione fredda sarebbe un grande risparmio di costi ed energia, oltre alla mancanza di scorie.
Con l’evolversi della ricerca anche la terminologia sta mutando, per cui oggi si parla piu’ frequentemente di LENR, ovvero Reazioni Nucleari a Bassa Energia.
I primi a dichiarare di essere riusciti ad ottenere la fusione fredda furono i ricercatori Fleischmann e Pons nel 1989, ma le loro teorie furono rapidamente screditate.
Come per la fusione calda, anche per quella fredda il procedimento richiederebbe un catalizzatore avente lo scopo di avvicinare i nuclei di deuterio e trizio in modo da scatenare energia.

Dal 1989 diversi ricercatori si sono applicati a questa ricerca. Tra di loro Francesco Piantelli, che durante un esperimento riscontro’ una produzione di calore su campioni di materiale organico. Con Sergio focardi creo’ un gruppo di ricerca per studiarne l’origine. Dopo tre anni furono in grado di costruire un reattore nichel-idrogeno e nei due anni successivi, nel febbraio 1994, resero pubblica la creazione di un nuovo processo di produzione di energia tramite le LENR.
Il loro esperimento consiste nel mantenere una barra di nichel ad una temperatura di circa 200-400 °C tramite una resistenza elettrica, e caricata con idrogeno attraverso un procedimento particolare. A questo punto la barretta emetterebbe (anche debolmente) raggi gamma.
I ricercatori del CERN di Ginevra hanno provato a replicare l’esperimento, ma senza confermare la tesi di Piantelli e Focardi.
La teoria e’ stata successivamente ripresa da altri ricercatori. Nel 2011 e’ stata resa pubblica la creazione di una macchina da parte dell’Ing. Andrea Rossi (chiamata E-Cat, Energy Catalyzer) che pare avere molte affinita’ con quella creata da Piantelli e Focardi.

Purtroppo non e’ possibile avere tutti i dettagli del suo funzionamento poiche’ Rossi, per motivi di segretezza finche’ non arrivera’ il brevetto, non divulghera’ completamente i componenti del suo catalizzatore. In Italia tale brevetto e’ stato rilasciato nell’aprile del 2011, nel resto del mondo e’ ancora in attesa di approvazione.
Diverse dimostrazioni sul funzionamento dell’E-Cat son state date nel corso del 2011, l’ultima il 28 ottobre, alla presenza di ricercatori e giornalisti di fama internazionale.
Attualmente Andrea Rossi sta perfezionando il suo catalizzatore negli Stati Uniti, da dove sembra che a breve riuscira’ a produrre dei congegni da utilizzare sia nell’industria sia nelle abitazioni.